Da un paio d’anni mi accade questo. Quando sono in crisi, quando ho molti pensieri che mi frullano per la testa, la mia mente si scarica la notte e inizio a fare incubi su tutte le esperienze negative della mia vita. Il mio cervello si sfoga, le cose andate male diventano ancora peggio con il risultato che io dormo poco e male. La mia vita notturna segue quella diurna in una carambola di pensieri che non smettono mai di perseguitarmi!
Tra l’altro, durante l’agitato sogno, rivivo esperienza di cui farei volentieri a meno tipo i lunghissimi cinque anni trascorsi al liceo (dove vengo puntualmente bocciata), l’esperienza breve ma intensa dello stage, il rapporto con i miei genitori...ma si può vivere così?
Avere vent’anni per me significa non sapere cosa fare nella vita, o meglio, non capire cosa fare.
Ho un mare di sogni, di idee, di cose che vorrei fare, ma rimangono tutti lì dove sono, nella mia mente. Il consiglio di qualcuno sarebbe quello di mettere in pratica, di provare, ma io ho un grandissimo caos in testa. La mia giornata è fatta di alti e bassi, di provo o non provo, faccio o non faccio. Ne conosco di persone che alla mia età fanno cose concrete e non stanno lì a chiedersi tanti perchè...ma come fanno? Ovviamente uno a vent’anni non può sapere cosa farà per il resto della vita, ma comunque non si può vivere in questo perenne stato confusionale, nel quale vivo io! Spero sempre che iniziando a far qualcosa, arriverà qualcos’altro per la famosa regola “da cosa nasce cosa”, ma se non nasce niente? A me succede sempre così.
E per giunta uno stuolo di inutili persone intorno a me, mi chiede in continuazione che cosa fai, cosa farai, mi dicono di darmi una mossa...ah vorrei tornare bambina e non avere il pensiero del domani.
Amo la gente. Mi piace osservare le persone. In autobus, in treno, all’autogrill, al pub, mentre sono in macchina...osservo, osservo. Da un po’ di tempo ho questa convinzione: la gente che mi circonda è fonte inesauribile di conoscenza. Essendo una persona che sta sulle sue e che fa molta fatica a interagire con gli altri, mi piace (e devo ammettere preferisco), immaginare la vita di sconosciuti che incontro per le vie della mia esistenza.
Un gioco che adoro fare è questo: vedo una persona che m’incuriosisce particolarmente e m’invento di sana pianta la sua vita. Spesso traggo ispirazione da ciò che fa, come si muove, l’espressione che ha...con le coppie è più facile perchè mi diverto ad analizzare attraverso i loro gesti l’intesa che esiste tra le due persone.
Ho molta immaginazione quindi vagheggio a vele spiegate...è sposato, ma con la moglie non è felice...fa un lavoro che lo gratifica, ma vorrebbe di più...è una persona che ne ha passate tante...ah questa coppia in meno di tre mesi si molla...
Per un’insana inclinazione al pessimismo spesso scivolo in nere interpretazioni, ma non sempre.
In questo modo conosco tante persone e non mi stanco di nessuna. Qualcuno mi accuserà di non vivere, ma di stare in un universo immaginario fatto di niente.
Ma io, io...io ci sto bene! Partendo dal presupposto che tutti prima o poi sbagliano e quindi ti deludono, in questo modo, non perdo nulla e grazie alla mia immaginazione ne guadagno.