mercoledì, 28 febbraio 2007

L'Italietta si ferma per le canzonette.





mercoledì, 28 febbraio 2007
Arrivo in stazione trafelata, nel disperato tentativo di pigliare il treno in orario. Oggi ce la devo fare, mi ripeto. Lo devo a me stessa, al mondo intero. Devo rifarmi di tutte quelle volte che l’ho mancato per un soffio. Devo pure comprare il biglietto. In fila davanti a me una tipa, indecisa tra Mars e Twix, temporeggia all’infinito. Ma razza di sciagurata, ti pare il momento di decidere simili cose? A parte che non dovresti avere dubbi, meglio il Twix del Mars! Io ho una missione da portare a termine! Opta per il Twix. Non faccio tempo a porgere la pecunia al gentile signore della tabaccheria che l’orribile annuncio giunge ai miei timpani – Treno in partenza al binario tre -, no dannazione!
Oblitero il biglietto coi denti, al diavolo la macchinetta! Mi getto come una furia verso il binario, fortunatamente non ho i tacchi. Mi trovo a schivare di tutto: donne, bambini, valige, vecchi. Se vedi una poveretta che corre abbi almeno la cortesia di scansarti! Puntualmente trovo gente che cammina con l’aria assente pensando di essere l’unica sulla faccia della terra.
A fatica raggiungo la rampa di scale, una nuova ondata di gente mi travolge. Mi sposto sulla destra, faccio gli scalini due a due, unico sostegno: il corrimano. Mi sento tanto Rocky, un uccellino intona le note della celebre melodia.
Vedo il treno – Tu sarai mio! – grido nella mia testa. E qui viene il bello. Oggi oso. Incurante del pericolo, individuata la porta, prendo la rincorsa e con un balzo felino piombo all’interno del treno. Atterraggio effetto-sacco di patate, comunque sana e salva.
Zuppa di sudore mi strappo le vesti di dosso e mentre cerco di riprendere fiato scorgo dal finestrino della porta, ormai chiusa, un impavido ometto che afferrata la maniglia, spalanca la porta ed entra.
Incredibile, un eroe. Le mie gesta poco valgono di fronte a simili atti di coraggio. Mi prostro ai suoi piedi.




martedì, 27 febbraio 2007
Gentile lettore,
sappi, innanzitutto, che ti voglio un gran bene. Dedicando una piccola parte della tua giornata alla lettura di questo blog, fai una gran cosa: rendermi felice. Suvvia, ammettiamolo: uno scrive perché ama scrivere, ma soprattutto perché vuole essere letto. Non nascondiamoci dietro un dito. I commenti, il numero di visitatori che sale procurano letizia nel cuoricino della blogger, che non aspetta altro che veder lievitare le statistiche.
Ieri mi hanno detto che sono una blogger off line, è vero. Mi spiace, ma con i limitati mezzi di cui dispongo non posso fare di più. Non offenderti se non replico ai tuoi commenti, io un giretto nel tuo blog quando posso vengo a farlo.
Non temere, mi sto attrezzando. Il criceto che ho assoldato per velocizzare la connessione (è paurosamente lento, ma non farglielo notare altrimenti s’incazza), sta imparando a scrivere (con le sue zampette fa molto fatica) e presto commenterà.




lunedì, 26 febbraio 2007
Certe esperienze andrebbero fatte. Almeno una volta nella vita, andrebbero fatte.
Metti una venerdì sera, un venerdì sera che decidi di andare al cinema. Al cinema a vedere un film, un film di David Lynch: INLAND EMPIRE (mai titolo fu più azzeccato). Qualcosa hai sentito. Hai sentito che Lynch è un visionario, una specie di extra terrestre del cinema, ma non sai cosa aspettarti. Ti chiedi: ”Sarò pronta?”. La risposta è no e fidati, non lo sarai mai.

Tre ore di assoluto e puro delirio. Roba da uscir fuori pazzi. Angoscia e terrore distribuiti mirabilmente in 175 minuti. Una tensione che ti entra dentro e percorre ogni tuo più recondito recesso. Una paura che attanaglia le viscere e le strapazza.
Per tre ore non ho emesso verbo, giuro. Solo dei lunghi sospiri per stemperare la tensione.
Abbracciavo la bottiglietta, divenuta incandescente sotto la pressione delle mie dita. Mi rilassavo un attimo ed ecco una bocca ghignante, un volto deformato. Quanta oscurità e quante porte dietro le quali potevi aspettarti di tutto. Sottofondi sonori inquietanti. Stridori, scalpiccii, vibrazioni.
Inutile cercare cocciutamente una trama, un nesso logico. La mente si rifiuta di seguire un simile pazzesco labirinto, ma l’occhio percepisce le immagini colme di significato e le immagazzina. Immagini bislacche, per lo più assurde, che non hanno niente a che fare con la realtà comunemente concepita, neppure immaginata.
Dopo aver visto questo film, capisci che niente sarà più lo stesso.
Uscita barcollando verso l’una, avrei tanto voluto spegnermi due sigarette negli occhi.
Avevo già visto tutto, non volevo vedere più niente.




sabato, 24 febbraio 2007
Che le domeniche senza auto siano una vaccata è risaputo, ma che vengano a bloccare il traffico nel mio quartiere (scarsamente popolato), distante 10 chilometri dal centro città e oltretutto circondato da colline boscose e campi sterminati, è assurdo!



venerdì, 23 febbraio 2007
1. La donnina desnuda
2. Il calamaro gigante
3. La gatta pianista
4. Il bambino derubato della bicicletta

Non sono le attrazioni del circo di Moira Orfei, ma i protagonisti dei servizi di Studio Aperto.




giovedì, 22 febbraio 2007
Volete fotografarci come turisti
svelarci come Agatha Cristie
ma nessuno ci ha mai visto
credeteci siamo spiriti maligni e satanici
portiamo in basso gli indici
per innalzare i calici (*)


Ho paura dell’auditel. Una profonda paura dell’auditel. Tanta, tanta paura.
Ho letto da qualche parte come funziona questo meccanismo infernale e subito ho pensato:”E se il mio televisore fosse munito di apparecchietto auditel?”. Che terribile responsabilità! Qualcuno mi ha spiegato che prima di acquistare il televisore, t’informano della presenza della dannata spia.
Non mi fido. Dopo aver letto 1984 di Orwell non mi fido più neppure della mia ombra. Questo sovraffollamento di programmi stupidi e inutili é espressione di un popolo intero, non di una minoranza. Quello che vuole la gente è questo. La gente decide. Le trasmissioni televisive sono tarate sulla stupidità della gente. C’è tanta gente stupida in giro.
L’auditel non è un sistema per calcolare il numero di spettatori di un programma televisivo basato sul rilevamento statistico in un gruppo di famiglie campione, l’auditel è dentro di noi, l’auditel siamo noi. Alla nascita c’inseriscono una sonda anale, che rileva quanto stupidi siamo e tarano i programmi di conseguenza
Paura.

(* Caparezza - Habemus capa - The auditels family)




mercoledì, 21 febbraio 2007
Donna disgraziaParte ufficialmente la campagna, promossa da questo blog, “uniti contro la DonnaDisgrazia”.
Chi vi sta parlando, gentili lettori/lettrici, è una rappresentante del gentil sesso che nel caso della DonnaDisgrazia non è proprio gentil per niente.
Dobbiamo isolare queste arpie camuffate da donne, queste lupe fameliche travestite da cappuccetto rosso, queste femmine che infangano l’intera categoria.
E’ difficile tracciare un identikit preciso. Dire che sono astute, è dir poco. Non si sa bene dove abbiano imparato simile tecniche, come facciano ad essere subdole, ma attentissime a non farsi scoprire. Che ci sia una scuola che le forma? Se esista e dove sia ubicata, nessuno lo sa, ma io ho il vago presentimento che sia una succursale, al negativo, di Hogwarts frequentata da Harry Potter.
La DonnaDisgrazia è presente ovunque. E’ la tua professoressa d’italiano, è il tuo capo, è la tua dirimpettaia, è la tua amica del cuore, è la tua fidanzata: ebbene sì. Prima lo sai, meglio è.
Mira proprio a diventare la tua fidanzata, maschio italiano, per renderti la vita impossibile. Tu che mi leggi, sai di averla accanto. Ti ammalia con le sue abili armi di seduzione, ma intanto ti avvolge tra le sue letali spire, iniettandoti veleno mortale, a lenta assunzione. Tu non te ne accorgi, anima candida e pura, perché fondamentalmente sei buono e innamorato.
La femmina in questione è essenzialmente una manipolatrice. Parte piano, dice di darti dei consigli: “caro dovresti fare così, fare colà...”, in seguito diventa pressante: “perché non hai fatto come ti avevo detto?Non mi ascolti mai!”. Finge di piangere (è priva di ghiandole lacrimali, gira con delle cipolle in tasca che si spalma sugli occhi). Magra consolazione un bacetto (si dice ce l’abbia di ghisa, tu non l’hai mai vista).
Passa alle vie di fatto. Inizia a fare tabula rasa attorno a te. Ti proibisce di uscire con gli amici, non lo dice esplicitamente, fa quella faccina, tanto carina quanto diabolica.
Ad un certo punto ti ritrovi solo, senza amici, con questa piattola ai piedi, ti guardi allo specchio, manco ti riconosci. Si è insinuata lentamente nel tuo cervello e ti ha fatto diventare un altro.
Smunto e triste ti trascini tra l’ufficio e la casa (unici spostamenti consentiti), consapevole del fatto che non ne uscirai mai vivo.
E invece si può! Combatti con me! Raccogli quel briciole di coraggio che ti rimane, recupera le palle (lei ha opportunamente provveduto a tagliarle, conservandole come trofeo di caccia) e affrontala nello scontro finale! Tu e il mostro. Faccia a faccia.




martedì, 20 febbraio 2007
Ultimamente mi capita di frequentare i cosiddetti cinema d’essai. Nella mia città c’é una sala che dedica il fine settimana alla proiezione di film di particolare valore artistico, purtroppo quasi impossibili da trovare. Per chi non conoscesse questa realtà, si tratta di film nuovi, non di film vecchi, ma che per il numero ridotto di pizze distribuite e per i temi trattati, non riescono a trovare collocazione nelle grandi multisale. Warner, Uci, Medusa votate al dio denaro, sanno bene che queste pellicole non farebbero il boom al botteghino. Non ci sono attori famosi, non sono pubblicizzate, i registi sono esordienti o sconosciuti, trattano temi complicati per l’italiano-tipo.
Ieri sera ho visto il film Apnea, interpretato da Claudio Santamaria e diretto da Roberto Dordit. Mi pare di aver letto da qualche parte che il film risale al 2004/2005, ma che viene distribuito solo adesso nelle sale in 100 copie. Qualche giorno fa scorrendo un quotidiano ho appreso che sono state distribuite ben 750 pizze del film Notte prima degli esami-oggi.
In questo caso è drammaticamente vero che la qualità, non coincide con la quantità.

Sono incazzata come una iena. Perché in Italia, non supportiamo i registi, finanziamo i film che veramente meritano? Perché ci accontentiamo di vedere commediole sciocche e banali, a discapito di film che hanno qualcosa da raccontare, che magari potrebbero farci riflettere?
Perché Manuale d’amore 2 è in programmazione da un mese in tutte le sale e Apnea (ma come questo ce ne sono molti altri) è relegato in un piccolo cinema, ed è distribuito con più di un anno di ritardo?




lunedì, 19 febbraio 2007
Sorpresine Kinder CarsMi cospargo il capo di cenere, mi inginocchio sui fagioli, mi nascondo dietro la lavagna.
Ebbene sì, avevo sbagliato. Avevo sbagliato a giudicare male la Kinder.
Oggi mi son vista recapitare a casa un pacchetto contenente le sorpresine promesse. Sebbene i tempi lunghi, la promessa è stata mantenuta. Non si tratta più di tanto di cosa ho ricevuto, ma in che modo l’ho ottenuto. Gente, credete nel potere della parola, ella vi salverà!