mercoledì, 31 ottobre 2007
Tantissime, ma che dico, tantissimissime mail sono arrivate al mio indirizzo di posta elettronica. Gente disperata che chiedeva che fine avessi fatto, gente impazzita che non sapeva come andare avanti senza le mie pillole di saggezza quotidiana.
Orbene sono ancora qui, sempre qui e le prime righe che avete letto corrispondono a falsità. Nessuno mi ha cercato, nella vita virtuale quanto in quella reale, ma non m’importa più di tanto.
Polly ha appena sparato nell’atmosfera una puzzetta atomica, fatemi riprendere fiato...ah sì, un consiglio per tutti: non avventuratevi nel montaggio di un mobile Ikea.
Vi posso capire: siete giovani di belle speranze ma con pochi soldi in tasca e dovete arredare quei miseri 20 mq che vi costano un occhio della testa. Optate per mobili economici e dove rivolgete il vostro sguardo? All’Ikea, è ovvio!
Smettiamolo di fare gli ipocriti e diciamo come stanno le cose: il giretto all’Ikea è spassoso. Ci sono i pupazzi colorati, i cuscini, tutti quegli oggetti dai nomi strani tipo shrdtghstu e il bar. Io parto sempre così, poi in zona piatti inizio a vederci doppio e mi si annebbia il cervello, ma il giretto all’Ikea quando non si sa cosa fare, ci sta.
I mobili montati sembrano sempre solidi e resistenti e oltretutto a un buon prezzo quindi pensi – perché no? -. Ti armi di matitina e foglietto e annoti. Prelevi il carrello lungo, felice e contento perché sai che ti lancerai in folli corse con quel divertente mezzo di trasporto, ti perdi nel magazzino alla ricerca del tuo mobile finché lo trovi, lo carichi e tronfio trotterelli verso casa.
Arrivato alla tua umile dimora vuoi subito montarlo, apri la scatola e un tanfo letale ti assale, un misto tra legno, compensato e cartone. Ti gira la testa e ti accasci al suolo, quando riprendi i sensi ti rendi conto che il puzzo ha già completamente invaso le stanze e decidi di aprire le finestre: una bella boccata di smog è molto meglio.
Agguanti il foglio delle illustrazioni e ti rendi conto che non ci sono spiegazioni a parole, ma solo disegni. Sì, perché all’Ikea si risparmia anche sulle parole. Per interpretare i disegni ti tocca chiamare un fumettista, sono strani, complessi, microscopici.
Ti maledisci per non aver osservato e scattato delle foto con il cellulare al mobile montato e mesto inizi a rigirare tra le mani pezzi a caso. Sembra tanto facile, ma facile non è.
Io, per dirvi, oggi ho montato una cassettiera MALM ed è stata un’impresa. Pezzi che si staccavano, viti che non si avvitavano, un vero disastro.
Incredibilmente i mobili sembrano fatti di vero legno, in verità si tratta di un vile agglomerato di compensato , pareti di cartone e viti di plastica.
Dopo aver sudato 28 camicie e aver desiderato di avere come moroso un bravo falegname (tipo Carrie e Ethan in Sex and the city) il risultato è apprezzabile, solo che un’asse si è gia sfilata...argh! Potrò infilarci almeno una t-shirt in questa cassettiera?


Sto ascoltando: Neil Young - Harvest


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lunedì, 22 ottobre 2007
Ecco dunque il resoconto della mia indimenticabile settimana a Parigi.
È difficile raccontarvi un’intera settimana, quindi butterò giù pensieri sparsi in ordine generico.
I nostri amici abitavano in un piccolo ma accogliente appartamento a Montmartre. Dalla finestra, ogni sera, vedevamo il Sacro Cuore illuminato, proprio lì, vicinissimo.
Che belle le finestre. Sono tante, tantissime, ovunque. Finestre dalle quali puoi vedere, finestre nelle quali puoi guardare. Altro che questi terribili quadrati intagliati nel muro! Vere finestre che invadono di luce le stanze.
Parigi è luce. La luce che sale piano al mattino, i raggi di luce che colpiscono le vetrate di Notre Dame e che proiettano ombre colorate, le luci della notte che accendono di luccicanti bagliori la Senna.
A Parigi ci sono parchi che noi possiamo solo vedere in sogno, dove fiori colorati punteggiano l’erba. Gli alberi, piantati a distanze regolari, formano un muro di foglie. Io potrei passare ore in quei parchi. A leggere, scrivere e ad osservare la gente.
I bistrot e i locali sono l’anima di Parigi. Ognuno diverso dall’altro. Ne ho visto uno nel quartiere Latino che sopra a ogni tavolo di legno aveva un vaso di vetro pieno di fiori.
Quanti fiorai. Sparsi per tutta la città, ad ogni angolo. Ogni volta, immancabilmente, esce un uomo dalla porta con un meraviglioso mazzo di fiori in mano.
La musica. C’è sempre qualcuno che suona. Ho assistito a un concerto di una piccola orchestra che suonava nei corridoi del metrò.
Quando viene il momento di lasciare Parigi una terribile nostalgia ti attanaglia il cuore e allora senti, senti che ti mancherà per sempre.

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martedì, 16 ottobre 2007
In questo momento sono a Parigi. Dalla finestra vedo il Sacro Cuore.

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martedì, 02 ottobre 2007
Mah
I personaggi di questo divertente scambio di battute sono pungola e il papà di pungola.

Ladri! (guardando il cellulare)
Cos’hai papà?
Truffatori!
Chi?
Quelli della Vodafone.
Si sapeva.
No, il concorso per vincere le mercedes slk. Quanto costerà una slk? Quarantamila euro? Ci sono in palio cento auto quindi, quattrocentomila euro, un po’ di meno tanto la mercedes gli farà lo sconto.
Quindi?
Se, per ipotesi, anche solo cinque milioni di persone in Italia inviano un sms al costo di un euro quelli della Vodafone guadagnano 5 milioni di euro! È una truffa!
Si sapeva.
Ma ti rendi conto? Farabutti!
Senti, papà, come mai ieri mi hai chiesto di mandare un sms?




lunedì, 01 ottobre 2007
sisologCi sono verità che non si vorrebbero sapere. Cose che dovrebbero rimanere celate da coperte d’ignoranza. Cose che fanno male. Molto male.
Non so se lo sapete, ma quel simpatico alberello del Sisa si chiama Sisolo. Sisolo. Sì, avete capito bene: Sisolo. Come siano arrivati a un simile nome, non si sa.