mercoledì, 23 aprile 2008
Arrivata in stazione un po’ in anticipo (stranissimo) ho varcato la soglia di una libreria Mondadori (argh!) per dare un’occhiatina alle novità. D’altronde in una Mondadori cos’altro vuoi trovare se non le novità?
Non so perché, ma in quella libreria che resta pur sempre il tempio dei libri, c’è un casotto costante. Le commesse chiacchierano sempre e per giunta a voce alta.
Ora, io non voglio passare per la rompiballe di turno (in effetti, lo sono), ma santa pazienza, siamo in una libreria, silenzio!
C’è molta clientela di passaggio, gente che magari deve farsi un viaggio lungo in treno e decide di acquistare un libro, gente che come me si fa un giretto in attesa di partire, eppure le due persone che sono entrate lì nel giro di cinque minuti scarsi, possono essere prese a campione.

Caso n. 1
Entra un tipo, si guarda attorno.
“Buongiorno, cercavo Caos Calmo di Veronesi. Avete l’edizione economica a 6 euro?”
“No, non c’è. Visto che è uscito il film, hanno ripubblicato l’edizione da 17.50.”
“Va bene, la prendo.”

E tu, incosciente, spendi euro 17.50 per Caos Calmo? Sarà anche un bel libro, ma perdio butti alle ortiche i tuoi soldi così? Aspetta, cerca. Quasi quasi volevo dirgli di andare in centro che l’edizione economica l’avevano perché l’ho vista.

Caso n. 2
Entra un tipo, si guarda attorno, o meglio finge di guardarsi attorno.
“Buongiorno, cercavo l’ultimo libro di...uhm...mi scappa il nome...ne ho letto una bella recensione su (invento) Corriere magazine...”
“Vediamo...si tratta per caso di (invento) Letture per stolti di Tizio?”
“Esatto!”

E qui la commessa piega all’indietro la testa, spalanca la bocca e inizia a ridere sguaiatamente. La sua risata echeggia nel piccolo locale e io cerco triglie, trote, pesce spada...no, non sono in una pescheria.

“Ah ah! Ha visto, lo sapevo! Ah, ah! Ho indovinato! (si volta verso la collega e grida) Hai visto? Ah ah!”

Forse bisognerebbe spiegare alla gentile signorina che un attimo prima elencava alla collega le sue interessantissime esperienze di vita delle quali ho preso nota dato che il volume della sua voce era un tantino spropositato, che indovinare un libro non equivale a vincere un milione di euro!
Sono uscita, inorridita.

Fnac. Per quanto ami la Fnac, devo dire che i commessi che ho incontrato io, sono sgarbati e se ne stanno tutto il tempo in panciolle. Non generalizziamo, sto parlando di quelli che ho incontrato.

Un sabato mattina
“Buongiorno, avevo ordinato un libro e visto che voi mi avete detto che è arrivato sono venuta a ritirarlo.”
Il commesso mi guarda storto e biascica: “Che libro?”
“(invento) Manuale per negligenti di Caio.”
“Cosa? Noi non abbiamo quel tipo di libro e non lo possiamo ordinare alla casa editrice, semmai dobbiamo farcelo arrivare da un’altra libreria.” (tono sgarbato e irritato)
“Sì...ma io l’ho ordinato e voi mi avete chiamato per dirmi che è arrivato qui...quindi...”
“Che libro?”
Ripeto titolo e autore, il commesso digita sulla tastiera e poi dice: “Ah sì, è arrivato.”
Ma dai?
La gente non ascolta più, proprio questo mi fa imbestialire. Il commesso elaborava la sua rispostina del cavolo, mentre io parlavo e così non ha sentito quello che dicevo.
Ovviamente quel tipo è così dalla nascita ed è molto probabile che si comporti così con tutti.
Certo è che alla Fnac non brillano per efficienza.
Sempre un sabato mattina, mentre guardavo stupita una signora che fotografava con il cellulare le pagine di un libro, una specie di manuale di yoga, è arrivato un ragazzo che ha interpellato un commesso.

“Buongiorno, ho sentito che Max Pezzali ha scritto un libro, dov’è?”
“Guarda là, nella sezione musica.”
Sorvoliamo sulla scelta del povero cliente, ma il commesso non poteva fargli vedere dov’era fisicamente il libro, invece di dirgli, in pratica, arrangiati? Ovviamente il malcapitato non l’ha trovato.
Mi faceva molta pena e mi sono interrogata a lungo circa la possibilità di dirgli dov’era il libro, visto che lo sapevo. Si trovava a un metro dal suo naso, uno scaffale più in là, e ce n’era una pila infinita accanto alla cassa, ma non potevo commettere un simile delitto. Che non lo trovasse, che rimanesse nell’ignoranza.
Per l’eternità.


Pungola - Permalink - commenti (3)
Commenti
#1   26 Aprile 2008 - 13:01
 
Fantastica!! Quando trovo blogger che scrivono bene come te rimango sempre estasiata! Complimenti.
Le scene descritte me le sono viste scorrere davanti mentre leggevo! :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente SoleLuna90

#2   27 Aprile 2008 - 00:00
 
Ciao, capisco la tua irritazione, ma in fondo le librerie sono un male necessario per raggiungere ciò che ci interessa: i libri. (Possibilmente non quelli di Max Pezzali). Mi associo all'altro utente riguardo ai complimenti per il tuo blog. Salutoni.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente vincenzomanna

#3   27 Aprile 2008 - 23:57
 
grazie per i complimenti!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente spungola

Commenti
- commenti (3) (popup)
In ---> varie, pensieri, riflessioni, libri, vita