Che qualcuno mi spieghi come si fa a tenere in piedi un’amicizia, che qualcuno giuri, qui, adesso, di avere un vero amico.
Basta una breve carrellata sulle vostre amicizie. Amicizie, non conoscenze.
Ora rispondete a queste semplici domande:
- C’è qualcuno che vi aiuta quando ne avete bisogno, quando siete in crisi, quando la macchina vi lascia a piedi, quando va tutto male e non sapete dove sbattere la testa?
- C’è qualcuno che si prende la briga di chiamarvi, di chiedervi e chiedersi se siete ancora vivi regolarmente?
- C’è qualcuno con cui potete parlare, che non vi giudica, a cui non dovete nascondere qualcosa?
- C’è qualcuno che vi ascolta? Ascolta con attenzione intendo, annuire con la testa non vale.
- C’è qualcuno con cui riuscite a parlare di cose che vadano oltre alle solite stronzate?
Se avete risposto sì a tutte le domande, senza esitazioni, tentennamenti, senza barare, né controllare le soluzioni a fondo pagina, allora siete fortunati, o siete pazzi (si parlava di una persona in carne e ossa, non di un amico immaginario).
Poniamo il caso che voi abbiate sempre sbagliato a valutare le persone. Le abbiate messe ogni volta su un piedistallo credendole perfette e appena quelle inciampavano in un umanissimo errore, il supporto cedeva, si sgretolava e voi le vedevate per quello che erano.
Avete sbagliato, sbagliate e sbaglierete, ma non si può dire che vi riteniate superiori o che non diate fiducia alle persone.
Voi provate ad avvicinarvi agli altri, ma forse mettete a disagio la gente. L’imbarazzo è palpabile, lo sentite, lo vedete, lo annusate nell’aria, non sanno come interagire con voi.
Preferiscono parlare con la persona che magari sta con voi, più spigliata e alla mano, eppure non incutete timore, non siete una belva feroce pronto ad ingoiarli.
Addirittura cambiano tono di voce con voi, vi trattano come un marziano.
Come se non bastasse, avete notato che la superficialità è la cifra dei rapporti umani.
Alcuni parlano delle solite puttanate, che va bene sentirle una, due, tre volte, ma poi stufano.
Può essere questione di limitatezza mentale, alcuni vedono a un metro dal loro naso, poi il nulla, ma in alcuni casi non c’è proprio la volontà di approfondire.
Se voi provate a uscire dal tracciato della conoscenza per dirigervi verso un abbozzo di amicizia è come se strappaste dalle mani di quelle persone la bussola e la lanciaste a due passi di distanza.
Si disperano, si arrabbiano, non sanno più come fare, si perdono e continuano a camminare in circolo e alla fine vi voltano le spalle.
Ma allora, vi dite, è tutta una balla l’amicizia, una roba da spot, da telefilm, non esiste!
E poi hanno il coraggio di dirvi che siete solitari, difficili, scontrosi, ma come? Voi non chiedete altro che stabilire rapporti sinceri dove siete pronti a mettere in gioco voi stessi e a fare tutto quello che è in vostro potere.
Siete particolarmente sfortunati, diversi e commettete errori di valutazioni, ma forse, dopo anni di inutili tentativi, vi conviene emigrare. In un altro pianeta.
“Io stavo pensando una cosa molto triste cioè che io anche in una società più decente di questa, mi ritroverò sempre con una minoranza di persone, ma non nel senso di quei film in cui ci sono un uomo e una donna che si odiano, si sbranano su un’isola deserta perché il regista non crede nelle persone, io credo nelle persone però non credo nella maggioranza delle persone. Mi sa che mi troverò sempre a mio agio e d’accordo con una minoranza...”
Nanni Moretti in Caro diario






