mercoledì, 27 febbraio 2008
Per venire incontro alle mie scarse capacità creative, rispolvero una vecchia rubrica.

Il personaggio di oggi è Morgan

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Caro Morgan,
così non si fa. Prenderci tutti allegramente per il culo, spacciandoti per artista raffinato, cantautore elegante, personaggio di una certa levatura e poi andare a un reality del cavolo.
Che tu non sia tanto giusto lo si era capito, basta vedere che razza di compagna ti eri scelto, roba che se me la trovassi io accanto di notte, ci lascerei le penne.
D’altronde si sa, al cuor non si comanda, ma la testa cerchiamo di usarla.
I Bluvertigo erano un gruppo sbalorditivo, il tuo esordio una bomba con “c”, stavi andando bene, anzi benissimo e poi mi toppi così, scivoli su una simile buccia di banana per non dire altro.
Sniffare lo smalto per le unghie secondo me ti ha bruciato il cervello, scusami se mi permetto.
Vivi e lascia vivere è il mio motto, ma buttati sui libri, fonda una nuova band, improvvisati regista, trasformati in un pittore visionario...stai alla larga dalla tv! La tv è il diavolo, non lo sapevi?
Una sera sono venuta a un tuo concerto. Bellissimo, intenso, un po’ troppo lungo forse, ma tu su quel palco eri un dio e adesso vuoi metterti in mostra davanti alla telecamera.
Sei ancora in tempo per fare un passo indietro e rifugiarti tra le tue note.
Morgan ti prego torna, tornaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!

Sto ascoltando: Morgan -
Canzoni dell’appartamento



giovedì, 13 settembre 2007
Il personaggio di oggi è Romolo Bugaro

Romolo BugaroCarissimo Romolo,
ti odio, ti detesto, non ti sopporto. Ti chiederai il perché di tale accanimento. La risposta è semplice: tu. È la tua persona che mi irrita, che mi spinge ad odiarti con tutte le mie forze, che mi fa voltare gli occhi all’indietro quando scopro con profondo raccapriccio che tu sei lì dove andrò io.
Sì perché è inutile cercare d’evitarti, tu sei ovunque.
Sul retro della copertina di un libro di Dostoevskij, tra i finalisti del Campiello, sulle pagine dei giornali. Se la tua presenza si limitasse al territorio cartaceo, diciamo, riuscirei a sopportarlo. La tragedia è che spesso invadi l’aria che respiro con la tua presenza. Tu, in carne ed ossa, sei un flagello per i miei occhi, per non parlare di quando apri bocca. Quel tuo accento, quel muovere le labbra, quel modo di parlare ti rendono inascoltabile.
Sei il tipo da: ”E no, perché sai...” e non conosci altra parola all’infuori di “cifra” che ripeti ossessivamente, dieci, cento, mille volte durante le tue farneticazioni. Io non ho mai sentito una simile serie di parole prive di senso compiuto, pronunciate da bocca umana a una simile velocità.
Non parliamo poi di quel gesticolare inutile. Ti ravvii il ciuffo alla Sgarbi, rotei le mani nell’aria, allunghi le dita come per prendere qualcosa.
In occasione di una tua performance, alcune persone dopo pochi minuti del tuo inutile vociare si sono alzate e se ne sono andate.
Io sono rimasta ad ascoltarti e mentre sparavi concetti pescati chissà dove ho pensato:”Questo fa pure lo scrittore. Siamo messi bene.”




giovedì, 28 giugno 2007
Il personaggio di oggi è Raoul Bova

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Caro Raoul,

mi è giunta voce che sarai protagonista del film tratto dall’ultimo libro di quell’inutile imbrattacarte di Moccia. Dimmi la verità Raoul, ti sei bevuto il cervello? Non so se ti rendi realmente conto di cosa hai fatto. Non ti ho mai apprezzato molto, ma ti ritengo, anzi ritenevo (meglio parlare al passato) un attore discretamente serio. Sappi che con questa ultima cazzata non sei scivolato su una buccia di banana, ma ti sei impantanato in una vasca di guano.
Hai dimenticato il cervello sulle spiagge del Piccolo grande amore? Oh santo cielo Raoul, provo pena per te, per un uomo che ha accettato di grattare il fondo del bidone della spazzatura pur di guadagnare del vil danaro! Ah! Io non capisco la tua categoria. Con il lavoro che fai avrai messo via quattro spicci da parte, non navighi in difficoltà finanziarie e ricordiamolo non sei più un ragazzetto che per farsi spazio nel mondo dello spettacolo deve accettare quello che capita, quindi mi chiedo perché mai tu abbia accettato di fare quel benedetto film.
Mi dispiace dirti che tu non puoi fare niente per uscire dalla terribile, terribile situazione in cui ti sei cacciato.
Hai preferito i soldi alla dignità? Preparati a diventare un moccioso anche tu.
Addio caro
pungola




giovedì, 24 maggio 2007
Il personaggio di oggi è Oscar Giannino

                    
      
   Oscar Giannino            Caro Oscar,
fai veramente impressione. Scusa, ma quando le cose sono così evidenti, non si può far finta di essere ciechi. Io non capisco come tu possa aver elaborato un simile look degenere. Ignazio la Russa che ho sempre considerato il diavolo in carne ed ossa, rispetto a te è il principe azzurro. Sei una brutta copia di Rockerduck acerrimo rivale di zio Paperone, ma quella è Paperopoli, qui siamo in Italia. Senti, io te lo dico: datti una regolata. Quelle barba selvaggia e quel cranio pelato sono inguardabili. Non va, Oscar, non va. Ho potuto appurare personalmente che delle comunissime caprette
hanno una barbetta curata e perfetta sotto ogni punto di vista, vuoi essere da meno? E poi, santo cielo, come ti vesti? Chi è il tuo stilista? Un pazzo visionario?
 Per caso fai lo sciopero annuale della fame? Mangia che la vecchiaia avanza e le ossa son deboli.
N
on darti arie, che di questi tempi a far gli economisti siamo tutti bravi.capretta
Riguardati
Pungola

          




martedì, 15 maggio 2007
Ritorna la rubrica di cui nessuno sentiva la mancanza.

Il personaggio di oggi è Martina Stella


martina-stellaCara Martina,
diciamolo: sei un cane a recitare. Cambia lavoro. Io ti vedrei bene come estetista o tuttalpiù come fruttivendola. Tra l’altro il tuo percorso artistico (chiamiamolo così) è significativo. Dall’ultimo bacio di Muccino alle fiction televisive. Non ti dice niente questo, Martina?
Rilasci interviste pazzesche. Su Corriere Magazine di giovedì 10 maggio, dichiari: «Ho detto di no pure alle Iene, il mio programma preferito». Motivazione? «La televisione va troppo veloce». Sì, in effetti le miniserie sono grande cinema.
Divoro con avidità l’articolo e giunta alla fine leggo: la fiction è ispirata all’omonimo libro di Kipling (...) «Non l’ho mai letto, racconta Martina, l’ho cercato ovunque senza mai trovarlo».
Martina, ma tu sai cos’è un libro? Vediamo se riesco a farti capire...pensa alle riviste di gossip che ami sfogliare. Le pagine solitamente non hanno immagini, ma solo parole e il formato è simile a una tua pochette. Devi sapere che ci sono degli appositi negozi (e qui a Martina brillano gli occhi) che vendono libri, si chiamano librerie. Prova a sillabare la parola Martina, li-bre-ri-a.
Certo, capisco tu non abbia tempo di frequentare questi luoghi, hai da mostrar le zinne a destra e a manca. Ti consiglio un sito www.bol.it. Paghi con la tua mastercard e via, ti arriva a casa il libro.
Attenta. Non hai più la scusa di dire non l’ho trovato, guarda un po’ qui...
Una carezza sulla testa
Pungola




giovedì, 05 aprile 2007
Il personaggio di oggi è Linus

linusCaro Linus,
con un soprannome così, non meriteresti neanche una mia lettera, ma io ti scrivo per esprimerti tutto il mio disprezzo. Ascolto qualche volta il tuo programma su radio deejay e lasciatelo dire, sei di un’arroganza pazzesca. L’egocentrismo è la tua filosofia di vita: tu sai tutto, tu sai far tutto. Ma se ti ritieni così abile e capace perché non conduci il programma da solo? Non ti rendi conto di soffocare quella povera anima di Nicola Savino che a stento ti sopporta? Vorrei tanto che ti tirasse un cazzotto in diretta, di quelli forti con la rincorsa. Vorrei che ti facesse un bello sgambetto, che ti urtasse, che ti sbattesse il microfono sulla testa. Parli sempre tu, altro che spalla, Nicola ti fa da zerbino! Vergognati sfruttatore! Giovedì scorso è accaduta una cosa incredibile. Durante lo spazio dedicato ai libri, presente in studio la Bignardi, ti sei dilettato nella lettura di un passo tratto da un libro. Una lettura penosa, come sempre del resto, terminata con un risolino nervoso.
La Bignardi ha saggiamente suggerito di far leggere il passaggio del romanzo a Nicola e tu hai replicato con un secco: ”No. Non facciamo competizioni.”
Ma chi pensi di essere? Il sole? Guarda che il mondo va avanti senza i tuoi pareri (mai richiesti), senza le tue maratone, senza le tue bacchettate.
Puà!
Pungola


Il personaggio di oggi è Nicola Savino

nicola savinoCaro Nicola,
mi piange il cuore a vederti così brutalmente bistrattato da quell’antipatico di Linus. Perché permetti avvenga tutto questo? Orsù ribellati! Con un bel gesto plateale metteresti fine a questa pietosa collaborazione. Sei il culo del mulo. Quei bei travestimenti da mulo: Linus davanti che regge la testa, simbolo del suo egocentrismo e tu dietro, che ti porti appresso il culo del mulo.
Io posso capire che a radio deejay ti paghino bene, ma vuoi rimanere per tutta la vita attaccato alle braghe di Linus? Scrollati, ripigliati, cambia. Vai a Radio2, a Radio Italia, ti accoglierebbero a braccia aperte. Ma come fai a sopportare la pedanteria di quell’uomo, la sua tracotanza, il suo super ego che ti attanaglia e ti schiaccia? Riesuma la dignità che hai seppellito nei pedalini e lotta per la libertà!
Forsa e coraio
Pungola




venerdì, 23 marzo 2007
Il personaggio di oggi è Carletto (il mostro dei sofficini)

carletto







Caro Carletto
,
ti odio profondamente. Sei oltremodo brutto, stupido e pedante. Sei il protagonista dei miei peggiori incubi. Sei repellente. Ma ti sei visto bene allo specchio? Pensi di essere simpatico? A me fai solo impressione. Non parliamo poi di quella vocina. Roba da strapparsi i capelli.
Come faccia quella famigliola ad accoglierti così benevolmente, proprio non lo capisco.
Sappi che il popolo dei camaleonti trama contro di te. Si sentono offesi dalla tua pessima interpretazione. Non aspettano altro che tu compia un passo falso per vendicarsi.
Vieni a rifugiarti a casa mia, una bella cella frigorifera ti aspetta.
Uno schiaffo
Pungola




sabato, 17 marzo 2007
Il personaggio di oggi è Filippo D’ Acquarone

filippo d








Caro Filippo,

possiedi un aspetto nobile e signorile. Sei dotato del tipico charme da uomo di un certo livello, la voce profonda e avvolgente ti conferisce una certa autorevolezza, spezzata da quelle risate buffe che spesso ti concedi. Saresti capace di mille galanterie...però, c’è un però. La nota dolente è rappresentata da quelle giacchette che indossi con una certa mirabile disinvoltura ma che rivelano una pancetta non del tutto trascurabile. Ti dirò che personalmente l’uomo con la pancetta mi garba parecchio, ma scorgere quella giacca che tira, quel bottone che a momenti potrebbe schizzare via, non rappresenta certo una piacevole visione, soprattutto per un mezzo busto come te. Rete 4 ti vuole in piedi e non seduto (chissà poi perché), quindi ti suggerisco di curare maggiormente la forma.
Ti senti leggermente costipato? Ti consiglio un’ottima tisana al finocchio che favorisce i naturali processi di transito intestinale, da assumere la sera, prima di coricarsi.
T’immagino nella tua tenuta vinicola sulle colline di Alba, intento a sorseggiare la bevanda.

Saluti affettuosi ma pur sempre garbati
Pungola




martedì, 06 marzo 2007

Inauguro ufficialmente la rubrica Caro amico ti scrivo.

I personaggi a cui rivolgerò le mie missive saranno scelti a mio insindacabile giudizio e potrò esprimermi in maniera positiva o negativa. Eventuali vostre rimostranze non saranno neppure lontanamente prese in considerazione. Possibili suggerimenti verranno accolti con somma gioia.

Il personaggio di oggi è Massimo Cacciari.

cacciari

 

 






Caro Massimo,

seguo da tempo le tue mirabili gesta e il tuo incessante impegno nell’amministrazione del capoluogo lagunare. L’acqua alta, il Mo.se. e ora il pericolo che a causa dei bruschi cambiamenti climatici Venezia venga sommersa per sempre.

In un zapping furioso ho imbroccato un’intervista da te rilasciata a un‘emittente regionale in cui ti opponevi fermamente all’invasione, nei pressi di Rialto, di “trapole e trapolete”, riferendoti ai tanti souvenir, a mio parere tanto caratteristici quanto kitsch, che affollano le calli della tua città. L’inflessione tipicamente veneta di quel “trapole, trapolete”, mi ha fatto letteralmente perdere la testa.

Massimo, sei un uomo affascinante. Quel barbone, quel capello un pochino ribelle, quello sguardo sognante teso all’infinito. Oltretutto sei un filosofo, il mio ideale di uomo.

Dai Massimo, scappiamo assieme. Sospendi l’impegno politico, abbandona la tua carica, le sciocche preoccupazioni quotidiane. Potrai trascorre intere giornate a pensare, riflettere, meditare. Ascolterò i tuoi arrovellamenti mentali e di nascosto prenderò appunti.

Massimo, allontaniamoci mano nella mano e andiamo sui monti a far l’amor.