venerdì, 11 aprile 2008
Santo cielo, ma cosa fai ancora lì? Ti consiglio di alzare il tuo bel culetto dalla sedia e di correre a Verona per la rassegna di film d'autore "Schermi d'amore". Film bellissimi che non passeranno mai nelle solite sale cinematografiche, con traduzione simultanea in cuffia!
Guarda, puoi sfondarti di film, tanto ne proiettano dalla mattina alla sera! Fidati, non te ne pentirai!




giovedì, 27 marzo 2008
Oggi parliamo di Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy

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Solitamente non amo vedere film tratti da libri che ho letto perché la mia immaginazione viene sempre tradita dalle immagini proiettate sullo schermo. La versione cinematografica e la “versione lettrice”, non combaciano mai, ma questa volta ho affrontato il processo inverso, prima film e poi libro.
Ecco la trama. Tra Texas e Messico s’intrecciano le vite di tre uomini: Llewelyn Moss, il fuggitivo con in mano una valigetta piena di soldi, l’inseguitore Anton Chigurgh, incarnazione del male e lo sceriffo Bell oramai vecchio e stanco.
Il film pur essendo molto fedele al libro, si concentra sulla figura di Chigurgh che segue una diabolica filosofia di morte. Lui uccide, punto. Non lo fa per soldi, per sete di sangue, per necessità o altro, lui uccide.
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La scelta dei Coen è stata abbastanza ovvia. Chigurgh è un personaggio unico, già inserito nella storia del cinema tra i grandi cattivi. Ottima la scelta dell’assurdo parrucchino e del bravissimo attore. Inutile dire che si rimane affascinati da Chigurgh.
Nel libro, invece, il vero protagonista è lo sceriffo Bell. La narrazione difatti è interrotta da pagine zeppe di pensieri di Bell che non riesce a spiegare la violenza che tiene in pugno il mondo. Scuote la testa chiedendosi dove siano finiti i valori del passato fino ad arrivare a concludere che: “quando non si sente più dire Grazie e Per favore, vuol dire che la fine è vicina.”
Lo sceriffo è inerme nei confronti dell’improvvisa esplosione di crimine nella sua contea: Moss trova la valigetta a pochi chilometri di distanza da un regolamento di conti tra narcotrafficanti crivellati di colpi, Chigurgh si lascia alle spalle una lunga scia di morte.
Chigurgh è proprio la personificazione della violenza inaudita e inconcepibile (“ho la sensazione cha abbiamo di fronte qualcosa che non abbiamo mai visto prima”), davanti la quale lo sceriffo non può che arrendersi.
Si capisce che Bell è un sceriffo vecchio stampo. Contatta Carla Jean, moglie di Moss, cercando di farle capire che il marito è in brutto guaio, affronta la questione con cautela e forse non ha più la voglia né la forza di lanciarsi in una simile impresa. Non è un codardo, né un debole, è ancorato al passato e nelle sue parole la tristezza per un mondo che sta andando alla deriva, è vera e palpabile.

“Tu credi che quando ti svegli la mattina quello che è successo ieri non conta. Invece quello che è successo ieri è l’unica cosa che conta. Che altro c’è? La tua vita è fatta dei giorni che hai vissuto. Non c’è altro. Magari pensi di poter scappare via e cambiare nome o non so cosa. Di ricominciare daccapo. E poi una mattina ti svegli, guardi il soffitto e indovina chi è la persona sdraiata nel letto?”

“E lei? Perché non mi parla dei suoi nemici?
Io non ho nemici. Non permetto che esistano.”

(Non è un paese per vecchi, Cormac McCarthy, 2005, Einaudi)




giovedì, 06 marzo 2008
Io non lo faccio per cattiveria, veramente non ricordo le cose.

“Senti, ti ho scaricato quei film.”
“Ah, grazie (dopo alcuni istanti) quali film?”
“I film che mi avevi chiesto di scaricare”
“Ah...scusa ma al momento mi risulta difficile...”
“Siamo alle solite! Ogni volta ‘sta storia!”
“Almeno dimmi i titoli, così capisco.”
“Allora, vediamo...Ombre rosse.”
“Ombre rosse?!”
“Sì, di John Wayne.”
“Io, un film di John Wayne?! No, deve esserci un errore.”
“Sì, certo...Rapacità.”
“Rapacità me lo ricordo benissimo, una pietra miliare nella storia del cinema, un capolavoro...”
“Guarda che c'è solo con i sottotitoli inglese e francese, tutti assieme.”

Pungola ne vede un pezzetto, strabuzzando gli occhi.

“È uno scherzo, vero?”
“No.”
“Bè, passiamo al prossimo.”
“Mi hai chiesto di scaricarti un film muto del 1927, Berlino, sinfonia di una grande città.”
“Lo escludo a priori. Io detesto il cinema muto”
“Ma cosa ti aspetti da un film del ‘27? Il dolby surround?!”
“Andiamo oltre.”
“La meglio gioventù.”
“Ecco, vedi? Questo me lo ricordo benissimo, è inutile scaldarsi tanto.”
“Guarda un attimo la durata.” (Circa 5 ore e 55.)

Le orbite di pungola si dilatano e i bulbi oculari rischiano di esplodere. Rimane paralizzata per un quarto d’ora buono.

“Cosa?!!! Non lo guarderò mai, lo sai.”
“Me lo hai chiesto tu e lo sapevi.”
“Ci sono prove scritte?”

Il moroso di pungola cerca tra i foglietti sulla scrivania, ma non trova traccia degli appunti. Classico, butta via tutto perché sostiene che la carta affolla il tavolo e che intralcia i suoi tremila cavetti tutti attorcigliati.

“Ah ah! Così impari a buttare i miei appunti!”
“Senti, solo tu puoi richiedermi film come Solaris, La vedova allegra, Noi Albinoi di Dagur Kari...”
“Mi ripeti l’ultimo? Che roba è?”


(P.S. Senti amore, mi sistemi i titoli dei film prima di postare che non me li ricordo? Grazie)

Sto ascoltando: Elvis Costello and the Attractions – This year’s model




lunedì, 17 dicembre 2007

Alcune cose catturano la tua attenzione perché sono evidenti o perché sei tu a vederle?
È un mio presentimento o il mondo sta andando a rotoli?
Sono anni che vado al cinema il fine settimana. Amo il grande schermo, il buio della sala, i biglietti stracciati, il sonoro...ma da un po’ di tempo a questa parte andare al cinema è diventato impossibile.
Dopo aver eliminato in città la mia saletta d’essai, ho dovuto necessariamente volgere lo sguardo verso altri cinema. Da tempo le multisale non mi piacevano: spazi grandi e dispersivi, una folla smisurata, corsa alla biglietteria per accaparrarsi il posto, costi folli.
Per amor del cinema mi piego e dico – amen, frequenterò le terribili multisale – eppure, scorrendo la programmazione scopro che non c’è niente da vedere.

Rapido censimento delle sale in città e provincia, domenica 16 dicembre 2007:
11 cinema per un totale di 40 sale nel raggio di 30 km.

Film:
Natale in crociera – 7 sale, 25 proiezioni
Una moglie bellissima – 6 sale, 22 proiezioni
La bussola d’oro – 5 sale, 19 proiezioni
Come d’incanto – 4 sale, 12 proiezioni
Winx – 4 sale, 6 proiezioni
Hitman – 3 sale, 4 proiezioni
Lo spaccacuori – 2 sale, 3 proiezioni
La promessa dell’assassino – 1 sala, 5 proiezioni
Across the universe – 1 sala, 4 proiezioni
Matrimonio alle Bahamas – 1 sala, 3 proiezioni
Paranoid park – 1 sala, 3 proiezioni
Ratatouille – 1 sala, 3 proiezioni
Come tu mi vuoi – 1 sala, 3 proiezioni
Milano Palerno il ritorno – 1 sala, 2 proiezioni
Stardust – 1 sala, 2 proiezioni
1408 – 1 sala, 1 proiezione
Film a luci rosse – proiezione continuativa

Se scorriamo la lista, vediamo come sia più interessante sedersi su una panchina e osservare la gente che passa.
De Sica e Pieraccioni al timone conducono il cinema verso la rovina. Seguono americanate varie, fantascienza da quattro soldi, baldracche travestite da fatine, film vecchi di mesi.
Ho preso in considerazioni multisale e piccole sale (pure un cinema porno), ma all’orizzonte soltanto tanta desolazione.
Gli unici film interessanti sono Across the universe e Paranoic park. Il primo in un cinema del centro dove è impossibile parcheggiare perfino il venerdì sera, l’altro distante 30 km da casa!
E gli altri film, dove sono finiti? L’età barbarica, Nella valle di Elah, Irina Palm, Lascia perdere Johnny,ecc.
Non so come vadano le cose nelle grandi città o nelle vostre città, certo è che qui, le cose vanno molto, molto male.
Non parliamo della tv. Vi siete accorti che mediaset e rai non comprano film nuovi da mesi? Ma questa è un’altra storia.

Sto ascoltando: M. Craft - Silver and fire